CARO FINARDI, IL PESO DEI MORTI NON E' SEMPRE UGUALE

 

A Torino, a seguito delle ultime elezioni amministrative, comanda una Giunta monocolore del Movimento 5 Stelle, capitanata dalla sindaco Chiara Appendino, che ha defenestrato la precedente amministrzione a guida sedicente democratica.

Che quello guidato dallo Smilzo non fosse un governo locale di sinistra è un dato di fatto abbondantemente riconosciuto da chiunque non abbia i paraocchi o sia in perfetta malafede, ma l’attuale maggioranza fa a gara con quella precedente per vedere chi è più di destra.

Diego Longhin, redattore delle pagine torinesi del quotidiano La Repubblica, sull’edizione telematica di venerdì nove settembre del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, scrive che l’assessore pro tempore allo Sport, tale Roberto Finardi, durante la commemorazione dell’otto settembre al Cimitero Monumentale, l’ha fatta grossa.

Ha citato, rendendole omaggio, la Decima Flottiglia Mas: per la carità, senza “nessuna volontà di equiparare o di mettere sullo stesso piano le scelte fatte l’8 Settembre. Ci mancherebbe. Però anche chi ha deciso di aderire alla Decima Mas è morto. E si tratta di italiani. Nel mio intervento ho fotografato solo la situazione storica. E i morti sono tutti uguali”.

Poi, evidentemente per giustificarsi, ha riferito di essere nipote di “partigiani dell’Ossola, della Repubblica dell’Ossola”; ma questo non significa nulla: essere parente di chi ha lottato per la liberazione dell’Italia, dai fascisti italiani e tedeschi, non lo assolve dall’aver fatto certe esternazioni.

Secondo questo assai poco 'signore', i morti sarebbero tutti uguali, ma ciò non rappresenta assolutamente la verità: come diceva il compagno Mao Tsetung, ci sono morti che pesano come montagne, ed altri come piume; chi ha scelto di servire il fascismo ha semplicemente fatto la fine che meritava.

 

Bosio (Al), 11 settembre 2016

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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